• SHOE / Foto di Michela Di Savino

Elevator Bunker

Il collettivo nasce nel 2008 nel profondo Veneto, da un’idea di Matteo Maffesanti e Davide Pachera, come risposta attiva a un desiderio di ricerca artistica che intreccia pratiche performative e dimensione sociale. L’esperienza maturata negli anni da entrambi nel lavoro educativo e comunitario li porta ad avviare un percorso che, attraverso le arti performative diventa occasione di crescita, relazione e costruzione di percorsi di co-creazione. L’obiettivo fondamentale del progetto è quello di creare uno spazio fertile che adotti una prospettiva antiabilista nella pratica artistica e nei processi di produzione, valorizzando le specificità individuali e mettendo al centro l’accessibilità e la professionalizzazione delle persone con disabilità cognitiva e neurodivergenti.

Nel 2009 in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona viene pubblicato Cinquanta di questi giorni, una ricerca prodotta dalla Regione del Veneto e distribuita da Aracne Editore di Roma. Il collettivo comincia dunque la propria attività artistica lavorando nell’ambito visivo per poi abbracciare la performance e la danza contemporanea nel 2013.

Dal 2013 al 2017 grazie al sostegno di Operaestate Festival Veneto, il collettivo dà vita alle performance Shoe e Bestiario Universale, progetti che trattano il tema dell’identità in relazione alle disabilità cognitive. Inizia nel 2016 la collaborazione con il Centro della Scena Contemporanea di Bassano del Grappa e partecipa a numerosi progetti internazionali di danza contemporanea, legati all’inclusione sociale e all’accessibilità.

Elevator Bunker è membro di Europe Beyond Access Italia, network finalizzato ad interrogare e discutere i temi di accessibilità ed inclusione nelle arti performative per generare consapevolezza, diffondere conoscenze ed esperienze di buone pratiche, incoraggiare maggiore partecipazione e leadership di artisti e operatori culturali con disabilità. Nel 2023 la compagnia partecipa come partner al progetto Boarding Pass, Performing No Limit sostenuto dal FUS Ministero della Cultura Italiana. Grazie a questi primi viaggi fuori dai confini nazionali, Elevator Bunker approda in Francia e Grecia, aprendosi ad un orizzonte internazionale.

Nel 2023 inizia il processo di professionalizzazione degli interpreti della compagnia, e la migrazione a Zebra Cultural Zoo, compagnia di produzione per la danza, che vede tra le sue fila artisti come Silvia Gribaudi e Chiara Frigo. Grazie a questa fusione nasce Delivery nel 2023, una produzione Zebra Cultural Zoo in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza ed il sostegno di Operaestate Festival Veneto e La Corte Ospitale. Lo spettacolo indaga i temi della felicità, del desiderio, della liberazione dal giudizio e del mettersi in gioco.

Le produzioni attualmente in repertorio sono: Flamingo e Where is Olga?. Il collettivo debutta con Flamingo nel 2025, una produzione Zebra Cultural Zoo in coproduzione con Operaestate Festival Veneto, il sostegno di Festival Danza Estate e La Corte Ospitale. Lo spettacolo rivela progressivamente, attraverso un dispositivo coreografico e precise scelte registiche, il processo di costruzione e decostruzione di una creazione, guidando lo sguardo dello spettatore dall’interrogativo alla comprensione.

Nello stesso anno Matteo Maffesanti realizza Where is Olga? una creazione commissionata da Oriente Occidente all’interno del programma triennale Corpografie, nato dalla collaborazione tra Oriente Occidente e il fondo solidale etika di Dolomiti Energia e promosso insieme alla cooperazione trentina (Federazione Trentina della Cooperazione, Sait Coop, Casse Rurali Trentine, Consolida e La Rete). Dal 2026 Where is Olga? è distribuito da Zebra Cultural Zoo. Gli interpreti diventano parte integrante di Elevator Bunker. Lo spettacolo esplora l’assenza come spazio creativo e generativo, mettendo in luce le dinamiche di un gruppo attraverso corpo, parola, suono e movimento. Oltre alle produzioni la compagnia porta avanti da anni percorsi di sperimentazione, fornendo percorsi laboratoriali e workshop accessibili aperti a tutta la cittadinanza.

Attualmente la compagnia sta sviluppando e aprendo alla sperimentazione del pubblico il laboratorio accessibile Flipper – La bellezza che abita i corpi, un percorso rivolto a persone con e senza disabilità, caratterizzato da un approccio alla conduzione a sua volta accessibile e condiviso. Flipper è sostenuto da Zebra Cultural Zoo in collaborazione con il Centro di Residenze delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia.

Collaborazioni

Le nostre opere nascono dal dialogo tra menti creative e dalla condivisione di idee che vanno oltre l’individualità. Collaborare con altri artisti arricchisce il nostro lavoro e ci permette di crescere, superando i limiti dell’espressione artistica. Ogni progetto è un’occasione per unire diverse forme d’arte e percorsi, esplorando nuove sfide e approcci innovativi.

Andrea Rampazzo è artista della danza, performer e coreografo attivo in Italia e all’estero. Si forma presso l’Arsenale della Danza della Biennale di Venezia e collabora con Virgilio Sieni, Ismael Ivo, Silvia Gribaudi. Dal 2018, è artista associato di ZEBRA. Prende parte a progetti internazionali di ricerca e inclusione sociale come “Migrant Bodies – Moving Borders”, volto all’inclusione di rifugiati e migranti attraverso la danza. Crea opere teatrali, coreografie site-specific e performance partecipative, presentate in numerosi festival. La sua ricerca unisce linguaggi del corpo, relazione e attenzione al presente, privilegiando contesti non convenzionali e il coinvolgimento del pubblico.

Teresa Noronha Feio: è una performer e coreografa portoghese, cofondatrice del collettivo circense Fabbrica C e membro del consiglio direttivo di Cordata F.O.R. Il suo lavoro indaga temi legati all’identità, alla memoria e alla cultura attraverso la danza e la performance.

Silvia Gribaudi è una coreografa italiana attiva nelle arti performative. Dal 2004 focalizza la propria ricerca artistica sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro del linguaggio coreografico la comicità e la relazione tra spettatore e performer.

Chiara Ameglio è una danzatrice e coreografa italiana attiva nelle arti performative. Si è diplomata alla Scuola Civica Paolo Grassi ed è co-fondatrice della compagnia Fattoria Vittadini. Dal 2018 sviluppa la sua ricerca coreografica multidisciplinare, tra spettacoli, performance e workshop.

Silvia Cignoli: è una musicista e compositrice italiana, che spazia dalla musica classica alla sperimentazione sonora e alla musica elettronica. Ha suonato in diversi festival come interprete e autrice, e si occupa anche di musica per immagini e in contesti performativi, contribuendo alla creazione di paesaggi sonori originali e coinvolgenti.

Elia Zeno Covolan (they/them): è un* artista, consulente per l’accessibilità e formator*. Sperimenta con forme differenti di accessibilità alla ricerca di nuove soluzioni e forme, in maniera creativa ed entusiasta. Fa parte di Al.Di.Qua Artists, associazione di categoria composta da e rivolta a lavoratori e lavoratrici nelle arti performative con disabilità. Ha creato l’Iconic Accessibility Toolkit, un insieme di buone prassi e simboli per comunicare l’accessibilità di spazi ed eventi. Dal 2025 è creative producer della compagnia teatrale Elevator Bunker.

elevator bunker

Il collettivo nasce nel 2008 nel profondo Veneto, da un’idea di Matteo Maffesanti e Davide Pachera come risposta attiva al desiderio di ricerca artistica nel campo della disabilità intellettiva. La pluriennale esperienza maturata da entrambi nel sociale li porta ad attivare un percorso che, attraverso le arti performative e il linguaggio corporeo, possa diventare occasione di crescita e di inclusione.

L’obiettivo fondamentale del progetto è quello di creare un ambiente aperto ed accessibile in cui poter esprimere la propria creatività, considerando le caratteristiche individuali non come un limite ma come risorsa importante nella creazione artistica. Negli anni l’associazione ha realizzato performance, workshop presso centri diurni, scuole e comunità terapeutiche, progetti video partecipativi, e percorsi di formazione per personale del terzo settore. Nel 2009 in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona realizza Cinquanta di questi giorni, cortometraggio che tratta il tema della sessualità in presenza di disabilità intellettiva, un progetto prodotto dalla Regione del Veneto e distribuito a livello nazionale da Aracne Editore di Roma.

Nel 2013 grazie al sostegno di Operaestate Festival del Veneto, Elevator Bunker dà vita alla performance Shoe, un progetto che non solo costituisce un capitolo fondamentale nella nostra storia artistica, ma anticipa la profonda esplorazione che caratterizza i nostri lavori successivi. Nel 2016 realizza la performance Bestiario universale, un progetto sostenuto da Operaestate Festival del Veneto. La performance è presentata in numerosi festival e contesti nazionali tra i quali: il Teatro Civico di Schio durante la giornata dei Teatri Aperti promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, presso la Pinacoteca Comunale di Faenza e al Festival multidisciplinare Gli stati della mente presso Palazzo Chiericati a Vicenza. Dal 2017 Elevator Bunker è parte attiva in numerosi progetti internazionali di inclusione sociale promossi dal CSC di Bassano del Grappa, dall’Università Ca Foscari di Venezia e dalla Regione del Veneto.

Nel 2023 è compagnia selezionata per il progetto Boarding Pass, Performing No Limit sostenuto dal FUS Ministero della Cultura Italiana

collaborazioni

Le nostre opere sono il risultato di un dialogo costante tra menti creative, un intreccio di idee e visioni che vanno oltre i confini individuali. Collaborare con altri artisti non solo arricchisce le nostre creazioni, ma ci offre anche l’opportunità di condividere, crescere e superare i limiti della nostra espressione artistica. Ogni progetto è un’opportunità per costruire ponti tra diverse forme d’arte e artisti di diversi percorsi. Le collaborazioni non solo ampliano il nostro vocabolario artistico, ma ci consentono di esplorare nuove sfide e approcci innovativi.

Chiara Bortoli è danzatrice, performer e coreografa. Il suo lavoro muove dalla danza contemporanea per estendere pratiche e contesti nella direzione delle performing art e delle arti visive. Nel 2005 è fondatrice del gruppo Jennifer rosa.

Marco D’Agostin è un artista attivo nel campo della danza e della performance, vincitore del Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35 e del 4° Premio Riccione speciale per l’innovazione drammaturgica. Nel triennio 22/24 è Artista Associato del Piccolo Teatro di Milano.

Silvia Gribaudi è una coreografa italiana attiva nelle arti performative. Dal 2004 focalizza la propria ricerca artistica sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro del linguaggio coreografico la comicità e la relazione tra spettatore e performer.

Chiara Ameglio è una danzatrice e coreografa italiana attiva nelle arti performative. Si è diplomata alla Scuola Civica Paolo Grassi ed è co-fondatrice della compagnia Fattoria Vittadini. Dal 2018 sviluppa la sua ricerca coreografica multidisciplinare, tra spettacoli, performance e workshop.