Premessa

Where is Olga? è una creazione a cura di Matteo Maffesanti e commissionata da Oriente Occidente all’interno del programma Corpografie. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Oriente Occidente e il fondo solidale etika di Dolomiti Energia, promosso insieme alla cooperazione trentina (Federazione Trentina della Cooperazione, Sait Coop, Casse Rurali Trentine, Consolida e La Rete).

Pratiche di assenza condivisa è un laboratorio aperto e accessibile, che si sviluppa a partire dallo spettacolo Where is Olga?. Condotto da Matteo Maffesanti insieme agli interpreti dello spettacolo Barbara Torghele, Teresa Noronha Feio e Alessandro Bertagnolli, il workshop condivide pratiche, esercizi e materiali coreografici dello spettacolo, invitando i partecipanti a entrare nel processo creativo ed esplorare l’assenza come spazio attivo di relazione e immaginazione. Il laboratorio nasce dallo spettacolo Where is Olga? e ne rappresenta un’estensione diretta: non una restituzione, ma un attraversamento. Si configura come un cantiere aperto, uno spazio in trasformazione in cui il processo creativo viene condiviso e reso accessibile. Aprire al pubblico le pratiche dello spettacolo, trasformando i partecipanti in co-esploratori. Non si tratta di apprendere una tecnica, ma di: attivare il proprio modo di stare in scena; riconoscere il proprio virtuosismo, abitare l’assenza come spazio generativo; costruire un’esperienza collettiva.

Il laboratorio nasce dallo spettacolo Where is Olga? e ne rappresenta un’estensione diretta: non una restituzione, ma un attraversamento. Si configura come un cantiere aperto, uno spazio in trasformazione in cui il processo creativo viene condiviso e reso accessibile. Aprire al pubblico le pratiche dello spettacolo, trasformando i partecipanti in co-esploratori. Non si tratta di apprendere una tecnica, ma di: attivare il proprio modo di stare in scena; riconoscere il proprio virtuosismo, abitare l’assenza come spazio generativo; costruire un’esperienza collettiva.

Il laboratorio si sviluppa come un cantiere di pratiche:

1. Assenza: l’assenza diventa motore di immaginazione e presenza condivisa. Si lavora su ciò che manca, si sottrae, non si mostra.

2. Virtuosismi: ogni partecipante è guidato a riconoscere e amplificare la propria qualità unica, mettendola in relazione con gli altri.

3. Oscillazione: movimento portante dello spettacolo: semplice, accessibile, condiviso. Un gesto che costruisce ritmo, relazione e connessione.

4. Attraversamento: attraversamento di materiali coreografici e scene dello spettacolo: i partecipanti entrano nel dispositivo, modificandone la percezione.

Accessibilità

Il laboratorio è progettato per essere accessibile a persone con e senza disabilità, con particolare attenzione a partecipanti con disabilità cognitiva e neurodivergenti.

Sono previste: spiegazioni chiare e progressive; possibilità di partecipare con diversi livelli di intensità; momenti di pausa; uno spazio di lavoro protetto e non giudicante; attenzione ai tempi individuali; facilitazione nella relazione e nella comprensione delle consegne.

Destinatari: aperto a chiunque sia interessato a un’esperienza artistica condivisa. Non è richiesta alcuna esperienza pregressa.

Durata: formato flessibile: 2-3 ore

Esito: non è prevista una restituzione finale, il valore risiede nel processo condiviso.

memory box

Memory Box è un progetto dedicato alla raccolta di storie personali tramite video interviste rivolte agli ospiti delle case di riposo. Il risultato di questo sforzo è un documento video che raccoglie e connette le storie individuali, creando così uno scrigno di memoria collettiva intorno a temi fondamentali quali l’infanzia, il lavoro, la famiglia, l’amore e la vita.

Questo archivio di ricordi non solo possiede un valore artistico intrinseco, ma si rivela anche di grande rilevanza sociologica. Il percorso del progetto prevede una serie di incontri, sia di gruppo che individuali, focalizzati su tematiche di interesse comune. Il laboratorio si basa sulla creazione di un ambiente di confronto e dialogo aperto.

La fase di progettazione coinvolge i referenti della struttura ospitante nella selezione dei partecipanti al percorso. Successivamente, il conduttore e i referenti scelgono i temi da approfondire durante il processo. La fase di conoscenza comprende incontri di gruppo finalizzati a instaurare relazioni e a condividere e affrontare le tematiche concordate con la struttura ospitante. Questo momento è cruciale per la creazione di una fiducia reciproca tra i partecipanti.

Nella fase di sviluppo, si svolgono incontri individuali approfonditi, durante i quali vengono esplorati i temi e i racconti condivisi nei momenti di gruppo. La registrazione di questi incontri avviene attraverso interviste audiovisive, garantendo che lo spazio sia intimo e rispettoso delle volontà delle persone coinvolte. Le interviste video hanno luogo all’interno delle strutture delle case di riposo. La fase finale, denominata restituzione, prevede la proiezione del film documentario risultante e la condivisione del progetto con i familiari e gli operatori della struttura.

Il materiale video raccolto diventa un archivio prezioso, sia a livello individuale che collettivo, offrendo un ritratto autentico dei partecipanti, del loro contesto di vita e dell’ambiente storico e sociale in cui si sono inseriti.

obiettivi

Il progetto si propone di raggiungere diversi obiettivi chiave:

  1. Stimolare la memoria, l’ascolto e le emozioni: Attraverso le video interviste e gli incontri, l’iniziativa mira a risvegliare ricordi, promuovere l’ascolto attivo e suscitare emozioni autentiche.
  2. Avvalorare l’individuo e la propria unicità: ogni partecipante è considerato un individuo unico con una storia e un bagaglio personale da condividere, contribuendo così a rafforzare il senso di valore personale.
  3. Valorizzare la persona anziana in quanto archivio vivente: Il progetto riconosce gli anziani come custodi preziosi di esperienze e conoscenze, trasformandoli in veri e propri archivi viventi.
  4. Creare connessioni emotive tra i partecipanti: Attraverso il dialogo e la condivisione, si mira a creare legami emotivi tra i partecipanti, promuovendo così un senso di comunità e appartenenza.
  5. Facilitare la socializzazione all’interno della struttura: Il progetto cerca di favorire momenti di interazione e scambio tra gli ospiti, contribuendo alla creazione di un ambiente più sociale e inclusivo.
  6. Aumentare il grado di conoscenza degli ospiti da parte degli operatori: Gli incontri offrono agli operatori l’opportunità di approfondire la conoscenza degli ospiti, consentendo un’assistenza più personalizzata e attenta alle esigenze individuali.
  7. Valorizzare l’ascolto e la condivisione come pratica di rispetto reciproco: Il progetto promuove l’importanza dell’ascolto attivo e della condivisione come segni di rispetto reciproco, contribuendo a creare un clima di fiducia.
  8. Conservare e trasmettere le memorie alle generazioni future: La registrazione delle storie permette di preservare e condividere le memorie, garantendo che siano tramandate alle generazioni successive.
  9. Stimolare le capacità residue: Attraverso il coinvolgimento attivo degli ospiti, il progetto mira a stimolare le capacità cognitive e relazionali residue, contribuendo al benessere complessivo.
  10. Coinvolgere i famigliari nelle attività della struttura: L’iniziativa promuove la partecipazione attiva dei familiari, incoraggiandoli a essere parte integrante delle attività e a contribuire alla creazione di un ambiente inclusivo.
  11. Offrire un documento che preservi la memoria personale dei propri cari: Il risultato finale del progetto, il film documentario, costituirà un documento tangibile che preserva e celebra la memoria personale dei partecipanti per le generazioni future.